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Piano Scuola Nazionale Digitale

Piano Scuola Nazionale Digitale

Il governo ha presentato il 27 ottobre 2015 un documento dal titolo “Piano Nazionale Scuola Digitale”. Il documento rientra nel programma più ampio “La Buona Scuola” varato dal governo Renzi con l’obiettivo di ammodernare e ristrutturare il sistema scuola in Italia. Il Piano Nazionale Scuola Digitale è il “documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale“. 8 sono le aree di intervento individuate, suddivise in azioni specifiche su cui già sono in corsi delle attività e dei finanziamenti (come i PON) o su cui verranno rilasciati degli avvisi specifici e nuove linee guida

 

collegati al link per approfondire

 


 

 
Cos’è il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD

Il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD) è un documento pensato per guidare le scuole in un percorso di innovazione e digitalizzazione, come previsto nella riforma della Scuola approvata quest’anno (legge 107/2015 – La Buona Scuola). Il documento ha funzione di indirizzo; punta a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali.
 

Con il PNSD vengono incentivate le nuove tecnologie

Le tecnologie entrano in classe e supportano la didattica

Studenti e docenti interagiscano con modalità didattiche costruttive e cooperative

superando l’impostazione frontale della lezione e favorendo una didattica meno trasmissiva e più operativa
 

L’uso delle tecnologie digitali…

  • Consentono un apprendimento personalizzato in quanto permettono la personalizzazione del lavoro per ogni alunno e pongono attenzione ai diversi stili di apprendimento degli allievi (soprattutto con gli alunni con BES)
  • Offrono la possibilità di fare ricerche in molteplici fonti e/o di condividere i contenuti in tempo reale
  • ncrementano la motivazione e il coinvolgimento degli alunni
  • Permettono il riutilizzo del materiale «digitale»
  • Presuppongono un nuovo ruolo dell’insegnante

 

Considerazioni sull’utilizzo delle nuove tecnologie
  • L’insegnante deve far utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) incoraggiando l’apprendimento collaborativo favorendo l’esplorazione, la scoperta e il gusto per la ricerca di nuove conoscenze e privilegiando il problem solving
  • Non bisogna mai perdere di vista la relazione umana; a scuola infatti si impara a diventare uomini, a crescere, a “convivere” civilmente e a relazionarsi con gli altri, compagni e professori.
  •  Le nuove tecnologie non possono e non devono sostituirsi ai libri né alle persone che le utilizzano; sono uno strumento e non un fine;
  • La tecnologia può migliorare i metodi tradizionali di apprendimento, ma non potrà mai sostituire il contatto umano.

 

Normativa di riferimento del PNSD
  • Legge 107 del 13 luglio 2015 articolo 1 commi 56-57-58-DM 851 del 27 ottobre 2015 «Piano Nazionale per la scuola Digitale»
  • Legge n. 107 del 13 luglio 2015 art.1 Commi 56-57
  • 56. Al fine di sviluppare e di migliorare le competenze digitali degli studenti e di rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze in generale, il Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca adotta il Piano nazionale per la scuola digitale, in sinergia con la programmazione europea e regionale e con il Progetto strategico nazionale per la banda ultralarga.
  • 57. A decorrere dall'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, le istituzioni scolastiche promuovono, all'interno dei piani triennali dell'offerta formativa e in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, azioni coerenti con le finalità, i principi e gli strumenti previsti nel Piano nazionale per la scuola digitale di cui al comma 56.
  • Legge n. 107 del 13 luglio 2015 art.1 Comma 58
  • •58. Il Piano nazionale per la scuola digitale persegue i seguenti obiettivi:
  • a) realizzazione di attività volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, anche attraverso la collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, nel rispetto dell'obiettivo di cui al comma 7, lettera h);
  • b) potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione delle istituzioni scolastiche;
  • •c) adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance, la trasparenza e la condivisione di dati, nonché' lo scambio di informazioni tra dirigenti, docenti e studenti e tra istituzioni scolastiche ed educative e articolazioni amministrative del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
  • Inoltre, con nota 17791 del 19 novembre 2015, è stato disposto che ogni scuola dovrà individuare entro il 10 dicembre un “animatore digitale”

 


 

L’Animatore Digitale 
Profilo dell'0animatore

Formazione interna: stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi (senza essere necessariamente un formatore), favorendo l’animazione e la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative, come ad esempio quelle organizzate attraverso gli snodi formativi.

Coinvolgimento della comunità scolastica: favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop e altre attività, anche strutturate, sui temi del PNSD, anche attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e ad altri attori del territorio, per la realizzazione di una cultura digitale condivisa.

Creazione di soluzioni innovative: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (es. uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata; la pratica di una metodologia comune; informazione su innovazioni esistenti in altre scuole; un laboratorio di coding per tutti gli studenti), coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.

 


 

 

Tutto il Piano Nazionale Scuola Digitale spiegato in 35 punti

 

Gli strumenti: il primo passo è portare fibra e wi-fi

1. FIBRA

  • Risorse: Le risorse per attuarla fanno parte del Piano Banda Ultra Larga
  • Tempi: da oggi al 2020
  • Obiettivi: Ogni scuola deve essere raggiunta da fibra ottica, o comunque da una connessione in banda larga o ultra-larga, sufficientemente veloce per permettere, ad esempio, l’uso di soluzioni cloud per la didattica e l’uso di contenuti di apprendimento multimediali. Gli interventi sono in corso e proseguiranno fino al 2020: l’obiettivo è che entro questa data tutte le scuole saranno raggiunte dalla fibra ottica in via prioritaria rispetto agli altri interventi del Piano Nazionale Banda Ultra Larga, e tutte le scuole potranno ricevere dai diversi operatori un’offerta di connettività in banda larga o ultra larga.

2. CABLAGGIO

  • Risorse: 88,5 milioni di euro
  • Tempi: ottobre-dicembre 2015
  • Obiettivi: Le strutture interne alla scuola devono essere in grado di fornire, attraverso cablaggio LAN o wireless, un accesso diffuso, in ogni aula, laboratorio, corridoio e spazio comune. Gli investimenti prodotti negli anni 2013-2015 sul cablaggio interno delle scuole hanno permesso di raggiungere 1.500 istituti. Si è appena chiuso l’avviso per la realizzazione o il completamento dell’infrastruttura e dei punti di accesso alla rete LAN/WLAN (il cosiddetto bando Wi-fi) con un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro (l’avviso qui). Hanno risposto 6.109 scuole per una richiesta complessiva di 88.515.922 euro, di cui l’85% è per la realizzazione della rete LAN/WLAN e il 15% per il completamento o l’ampliamento della stessa già esistente. Ogni scuola avrà a disposizione dai 7.500 euro (in caso di completamento) ai 18.500 euro (in caso di nuova realizzazione) per il cablaggio interno del proprio edificio.

3. CANONE DI CONNETTIVITA’

  • Risorse: 10 milioni di euro all’anno a decorrere da marzo 2016
  • Tempi: dal 2016 
  • Obiettivi: Il Miur vuole riconoscere alle scuole un contributo di 10 milioni di euro in più all’anno (per una media di 1.200 euro a scuola) a partire dal 2016, specificamente dedicato al canone per la connessione a Internet, con l’obiettivo di potenziare le connessioni esistenti e mettere le scuole in grado di abilitare l’attività didattica attraverso le tecnologie digitali. Il contributo è destinato a servizi di connettività di base, e a servizi di connettività evoluta.
Rivoluzionare lo spazio: ambienti virtuali, nuovi laboratori e la possibilità di portare il proprio tablet a scuola
4.  AMBIENTI PER LA DIDATTICA DIGITALE
  • Risorse: 140 milioni di euro (l’avviso qui)
  • Tempi: da Novembre 2015
  • Obiettivi: L’intento di questa azione è mettere al centro la didattica laboratoriale, come punto d’incontro tra sapere e saper fare. Al centro di questa visione è l’innovazione degli ambienti di apprendimento. Questo significa che l’aula deve diventare un “luogo abilitante e aperto”, dotata di ambienti flessibili pienamente adeguati all’uso del digitale. Questo significa: aule “aumentate”, cioè con postazioni per la fruizione individuale e collettiva del web e dei contenuti; spazi alternativi per l’apprendimento, cioè aule più grandi, in grado di accogliere più classi, o gruppi-classe in plenaria; laboratori mobili, ovvero dispositivi in carrelli e box mobili a disposizione di tutta la scuola.

5. CHALLENGE PRIZE PER LA SCUOLA

  • Risorse: 2 milioni di euro (fondi ricerca) + 0,2 milioni di euro (fondi della Buona scuola)
  • Tempi: Da dicembre 2015 a dicembre 2016
  • Obiettivi: I “Challenge Prizes” sono sfide con premi in denaro per chi riesce rispondere a un problema (la sfida) in maniera particolarment innovativa. Un challenge prize si sviluppa secondo diverse fasi. Si definisce una sfida tecnologica o sociale, e si mette in palio un premio per la realizzazione di una soluzione. Un primo Challenge lanciato dal Miur è stato il bando di Talent Italy.

6. POLITICHE ATTIVE DI BYOD (BRING YOUR OWN DEVICE)

  • Risorse: Risorse dal punto 4
  • Tempi: da dicembre 2015
  • Obiettivi: A partire da dicembre 2015, si attueranno politiche per aprire le scuole al cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device), cioè l’utilizzo di dispositivi elettronici personali durante le attività didattiche. Il Miur, in collaborazione con Agid e il Garante per la Privacy, svilupperà apposite linee guida per promuovere il BYOD identificando i possibili usi misti dei dispositivi privati nelle attività scolastiche.

7. PIANO PER I LABORATORI

  • Risorse: 45 milioni di euro (laboratori territoriali) + 40 milioni di euro (atelier creativi per le competenze di base del primo ciclo) + 140 milioni di euro (laboratori professionalizzanti in chiave digitale). Risorse dagli avvisi della Programmazione operativa nazionale (Pon “Per la Scuola” 2014-2020) e altri bandi che verranno pubblicati tra ottobre e dicembre 2015 e verranno attuati dal 2016
  • Tempi: dal 2016
  • Obiettivi: L’idea è quella di creare laboratori che non siano solo contenitori di tecnologia, ma piuttosto “luoghi di innovazione”: finora le pratiche laboratoriali sono state relegate alle ore extra-scolastiche, mentre a riforma le vuole mettere al centro dell’attività didattica curriculare.

 

atelier creativi per le scuole del primo ciclo: vengono definiti come “scenari didattici costruiti attorno a robotica ed elettronica educativa, logica e pensiero computazionale, artefatti manuali e digitali, serious play e storytelling”.

Gli istituti superiori verranno “rafforzati” in chiave digitale. In quest’ottica, un istituto a indirizzo moda potrebbe, ad esempio, aggiornare la propria pratica didattica attraverso la stampa 3D dei modelli; un liceo artistico (o classico), potrebbe aggiornare i propri percorsi formativi integrandoli con elementi di creatività digitale e multimediale.

Laboratori per i Neet, o “laboratori territoriali per l’occupabilità”: spazi a disposizione delle scuole del territorio, dove i ragazzi che non studiano e non lavorano possono realizzare i loro progetti creativi.

Laboratori “School-friendly”: mappatura dei laboratori aperti alle scuole o disponibili all’apertura alle scuole presenti nel territorio, presso musei, enti di ricerca, parchi tecnologici, fondazioni, associazioni e altri spazi come ad esempio i Fab Lab. Gli enti locali possono certificare i laboratori sul proprio territorio.

7. EDILIZIA SCOLASTICA INNOVATIVA

  • Risorse: 300 milioni di euro da La Buona Scuola + 30 milioni di euro dalla Programmazione operativa nazionale (Pon)
  • Tempi:  periodo dal 2015-2017
  • Obiettivi: Il fondo unico per l’edilizia scolastica per il periodo dal 2015-2017 consentirà da un lato di mettere a norma e in sicurezza gli edifici già esistenti, e dall’altro di costruire nuove scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica.

Carta d’identità digitale per ogni studente e docente

8. SISTEMA DI IDENTIFICAZIONE UNICA (SINGLE SING-ON) 

  • Risorse: Ordinarie stanziamenti di bilancio per lo sviluppo del sistema informativo Miur
  • Tempi: anno scolastico 2015-2016
  • Obiettivi: Effettiva razionalizzazione degli accessi e delle autenticazioni alle piattaforme Miur

9. ID DIGITALE STUDENTE

  • Risorse: Ordinari stanziamenti di bilancio per lo sviluppo del sistema informativo Miur
  • Tempi: anno scolastico 2015-2016
  • Obiettivi: La Buona scuola prevede che ogni studente abbia una identità digitale. Finora è stata attivata solo la Carta dello Studente “IoStudio”, una tessera nominativa attestante lo status di studente frequentante con cui il ragazzo può accedere a un’area personale online dove può accedere a servizi e informazioni varie. Sono 2.7 milioni le “Carte dello Studente” attive in circolazione (e 8 milioni quelle distribuite negli anni), sulle quali sono state attivate 47 mila convenzioni con partner pubblici e privati. La Carta dello Studente è stata finora attribuita nella forma di tessera nominativa a cui si sono associati un profilo digitale, e un borsellino elettronico, opzionale.

10. ID DIGITALE DOCENTE 

  • Risorse: Ordinari stanziamenti di bilancio per lo sviluppo del sistema informativo Miur
  • Tempi: dal 2016
  • Obiettivi: La “Carta del Docente” è un profilo personale del docente che conterrà le molteplici informazioni e interazioni amministrative (fascicolo del docente), oltre che quelle relative alla crescita professionale.

11. DIGITALIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DELLA SCUOLA

  • Risorse: Finanziamenti dal Piano ICT 2015 e 2016
  • Tempi: a partire dall’anno scolastico 2015-2016
  • Obiettivi: L’amministrazione digitale della scuola consiste: nella fatturazione e pagamenti elettronici; nella procedura di dematerializzazione dei contratti del personale (supplenze brevi); nell’estensione alla formazione professionale (delle Regioni interessate) già a partire dall’anno scolastico 2015-2016.

12. REGISTRO ELETTRONICO

  • Risorse: Circa 48 milioni di euro, per attrezzare le oltre 141 mila aule delle scuole primarie: i bandi fanno parte dei fondi Pon 2014-2020
  • Tempi: 2016
  • Obiettivi: Pur essendo obbligatorio (DL 95/2012), non tutte le scuole lo hanno adottato. L’obiettivo è estenderlo al 100% delle classi.

13. STRATEGIA “DATI DELLA SCUOLA”

  • Risorse: 1 milione di euro + 100 mila euro all’anno (Fondi previsti dalla legge 107/2015 per il portale open data)
  • Tempi: da settembre 2016
  • Obiettivi: A partire da settembre 2016 si procederà con la pubblicazione online dei dati relativi a: i bilanci delle scuole, i dati pubblici afferenti al Sistema nazionale di valutazione, l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, i dati in forma aggregata dell’Anagrafe degli studenti, i provvedimenti di incarico di docenza, i piani dell’offerta formativa, i dati dell’Osservatorio tecnologico, i materiali didattici e le opere autoprodotte dagli istituti scolastici e rilasciati in formato aperto.

14. FRAMEWORK COMUNE PER LE COMPETENZE DIGITALI

  • Risorse: non previste per la tipologia di intervento
  • Tempi: novembre 2015
  • Obiettivi: Il tavolo tecnico per le linee guida sarà avviato a novembre 2015. La definizione delle competenze verrà fatta a partire da esperienze di mappatura come il framework Web Literacy curato da Mozilla Foundation e il lavoro effettuato da Media Smarts per il Governo Canadese. Ad ulteriore sostegno per la costruzione di un modello concettuale, esistono framework come DIGICOMP (A framework for developing and understanding digital competence in Europe, 2013) che individua una lista di 21 competenze descritte per conoscenze, abilità e atteggiamenti, comprese in 5 aree: Informazione, Comunicazione, Creazione di contenuti, Sicurezza e Problem solving. Tali framework sono la cornice che verrà usata per realizzare le linee guida.

15. SCENARI INNOVATIVI PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE DIGITALI APPLICATE 

  • Risorse: 1,5 milioni di euro + fondi Pon 2014-2020
  • Tempi: da novembre 2015
  • Obiettivi: Quanto alle competenze degli studenti, l’Italia è 25ma in Europa per numero di utenti Internet (59%) e 23ma per competenze digitali di base (47%). Questo divario è visibile anche nel caso delle competenze specialistiche sull’ICT (Italia 17ma) e nel numero di laureati in discipline Scientifiche o Tecnologiche (STEM), per cui l’Italia è 22ma, con 13 cittadini ogni 1.000.

L’obiettivo di questa azione è creare e certificare almeno 20 format di percorsi didattici a cui i docenti possano attingere e utilizzare in classe. I percorsi saranno su: l’economia digitale; la comunicazione e l’interazione digitale; le dinamiche di generazione, analisi, rappresentazione e riuso dei dati (aperti e grandi); il making, la robotica educativa, l’internet delle cose; l’arte digitale, la gestione digitale del cultural heritage; la lettura e la scrittura in ambienti digitali e misti, il digital storytelling, la creatività digitale.

Esperienze del genere già sono state avviate: un esempio è il recente programma di “Generazioni Connesse” per un uso consapevole e sicuro dei nuovi media, oppure l’iniziativa “A Scuola di OpenCoesione”, in cui gli studenti sono chiamati a competere attraverso un progetto di monitoraggio civico e data-journalism.

16. UNA RESEARCH UNIT PER LE COMPETENZE DEL 21MO SECOLO

  • Risorse: in corso di valutazione
  • Tempi: da gennaio 2016
  • Obiettivi: Il programma è chiedere la collaborazione di ricercatori ed esperti, per la costruzione di progetti di ricerca, anche nell’ottica di valorizzare iniziative già esistenti, per diffondere le competenze del 21esimo secolo (di cui vi abbiamo parlato qui). Si tratta soprattutto di competenze trasversali e della capacità di muoversi nell’ambiente digitale: alfabetizzazione informativa e digitale (information literacy e digital literacy). Per competenze trasversali si intendono: problem solving, il pensiero laterale e la capacità di apprendere.

17. PORTARE IL PENSIERO COMPUTAZIONALE NELLA SCUOLA PRIMARIA 

  • Risorse: fondi compresi nel punto 15
  • Tempi: in corso
  • Obiettivi: Già da un anno è attiva l’iniziativa congiunta Miur-Cini “Programma il Futuro”, per l’introduzione del pensiero computazionale nella scuola. Nell’anno scolastico 2014-2015, il progetto ha coinvolto oltre 305 mila studenti in 16 mila classi e oltre 2 mila scuole (ve ne abbiamo parlato qui).

18. AGGIORNARE IL CURRICOLO DI TECNOLOGIA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

  • Risorse: fondi compresi nel punto 15
  • Tempi: da novembre 2015
  • Obiettivi: L’insegnamento di Tecnologia nelle scuole medie deve essere aggiornato per includere nel curricolo le tecniche e applicazioni digitali.
  • Diffondere l’imprenditorialità, colmare il divario di genere nei settori tech e promuovere le carriere digitali

19. UN CURRICOLO PER L’IMPRENDITORIALITÀ’ (DIGITALE) 

  • Risorse: 3 milioni di euro (fondi PNSD + fondi Pon 2014-2020 + stanziamenti ordinari del Ministero)
  • Tempi: da gennaio 2016
  • Obiettivi: In ogni scuola verranno creati curricoli brevi per praticare l’imprenditorialità tra i banchi, sviluppati in collaborazione con imprese vere. Inoltre verranno promosse su base nazionale le “olimpiadi dell’imprenditorialità”. Ispirate ad esperienze già condotte dal Ministero, come ad esempio l’H-ack School, il primo hackathon completamente dedicato al mondo della scuola (di cui vi avevamo parlato qui).

Il Ministero ha già condotto sperimentazioni per promuovere l’imprenditorialità tra gli studenti: è il caso dei Contamination Lab, creati in seguito allo stanziamento di un milione di euro con il Decreto Direttoriale n. 436 del 13 marzo 2013 (qui un articolo per capire cos’è un CLab).

20. GIRLS IN TECH & SCIENCE 

  • Risorse: risorse dal Pon 2014-2020
  • Tempi: anno scolastico 2015-2016
  • Obiettivi: Azioni specifiche per colmare il “divario di consapevolezza” tra ragazzi e ragazze sulle proprie possibilità in ambito scientifico-tecnologico.

21. PIANO CARRIERE DIGITALI 

  • Risorse: risorse dal Pon 2014-2020
  • Tempi: dal 2016
  • Obiettivi: Politiche per avvicinare gli studenti alle carriere in ambito del digitale, con collaborazioni con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione, sul modello americano dell’iniziativa “Tech Hire”.

Portare la scuola fuori dalle aule: alternanza scuola-lavoro e collaborazioni con le aziende

22. STANDARD MINIMI E INTEROPERABILITA’ DEGLI AMBIENTI ONLINE PER LA DIDATTICA

  • Risorse: non necessarie per la tipologia di strumento
  • Tempi: da dicembre 2015
  • Obiettivi: A partire da dicembre 2015 è previsto l’insediamento di un tavolo tecnico in collaborazione con Agid per la definizione di linee guida per l’utilizzo delle piattaforme tecnologiche in ambito didattico. I requisiti minimi sono tesi ad evitare discriminazioni di ogni genere e in particolare quelle dovute a diversa disponibilità economica da parte delle famiglie, o di particolari bisogni educativi degli studenti (BES e individui diversamente abili).

23. PROMOZIONE DELLE RISORSE EDUCATIVE APERTE (OER) E LINEE GUIDA SU AUTOPRODUZIONE DEI CONTENUTI DIDATTICI 

  • Risorse: non previste per la tipologia di strumento
  • Tempi: dicembre 2015 a marzo 2016
  • Obiettivi: Da dicembre 2015 a marzo 2016 sarà strutturato un tavolo di confronto per definire una guida che distingua le varie tipologie di risorse digitali disponibili, i criteri e le possibili forme del loro uso, in particolare per quanto riguarda l’autoproduzione di contenuti.

24. BIBLIOTECHE SCOLASTICHE COME AMBIENTI DI ALFABETIZZAZIONE ALL’USO DELLE RISORSE INFORMATIVE DIGITALI 

  • Risorse: 1,5 milioni di euro
  • Tempi: da febbrai 2016
  • Obiettivi: A partire da febbraio 2016 ci sarà un’azione di riqualificazione degli ambienti di apprendimento e un potenziamento della missione delle biblioteche scolastiche. Al liceo il 35% usa per la maggior parte del tempo il libro cartaceo,  il 63,9% lo integra con il libro digitale. Solo l’1,1% utilizza esclusivamente materiali digitali.

25. FORMAZIONE IN SERVIZIO PER L’INNOVAZIONE DIDATTICA E ORGANIZZATIVA

  • Risorse:  10 milioni di euro all’anno (a valere su risorse Formazione della legge 107/2015 + risorse Pon-Fse + “Per la Scuola” 2014- 2020 + stanziamenti ordinari del ministero)
  • Tempi: da dicembre 2015
  • Obiettivi: La Buona Scuola ha introdotto per la prima volta la formazione obbligatoria in servizio per il personale docente. La formazione è rivolta a docenti, dirigenti scolastici e direttore dei servizi generali. E’ previsto lo sviluppo di una rete di almeno 300 “snodi formativi” (le sedi dove avverrà la formazione) che dovranno assicurare la copertura territoriale.

I dati dell’indagine OCSE TALIS 2013 vedono l’Italia al primo posto per necessità di formazione ICT dei propri docenti: almeno il 36% ha infatti dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale, a fronte di una media del 17%. L’Italia è inoltre il primo Paese dell’OCSE, con distanza rispetto agli altri, per percentuale di docenti oltre i 50 anni – il 62%, rispetto a una media OCSE del 35% nella scuola secondaria (Fonte: OECD Education at a glance, 2014).

Dall’estate 2016 è previsto per 1.000 docenti con forte propensione all’innovazione e alla cultura digitale un’esperienza di formazione digitale all’estero presso i migliori centri e università del mondo.

26. ASSISTENZA TECNICA PER LE SCUOLE DEL PRIMO CICLO 

  • Risorse: 5,7 milioni di euro all’anno (1.000 euro per ognuna delle 5709 istituzioni scolastiche di primo ciclo)
  • Tempi: marzo 2016
  • Obiettivi: Da marzo 2016 il Ministero finanzierà la creazione di “Presìdi di Pronto Soccorso Tecnico”, formati tra scuole del primo ciclo e scuole secondarie, con lo scopo di gestire piccoli interventi di assistenza tecnica per le scuole. A ciascuna delle 5709 istituzioni scolastiche primarie sarà erogata una quota di 1.000 euro. Tale quota potrà essere utilizzata dalle scuole, individualmente o in rete, per coprire parte dei costi di assistenza tecnica.

27. RAFFORZARE LA FORMAZIONE INIZIALE SULL’INNOVAZIONE DIDATTICA 

  • Risorse: non necessarie per l’attività di indirizzo
  • Tempi: da novembre 2015
  • Obiettivi: Rafforzare le iniziative di formazione per sviluppare soprattutto quelle che sono le “competenze di innovazione e sperimentazione didattica”.

Dall’animatore digitale negli istituti agli ‘azionisti’ della scuola: così verrà attuato (e monitorato) il Piano Nazionale per la Scuola Digitale

28. UN ANIMATORE DIGITALE IN OGNI SCUOLA 

  • Risorse: 8,5 milioni di euro all’anno
  • Tempi: da marzo 2016
  • Obiettivi: L’animatore digitale è un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, ha un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola. Ad ogni scuola saranno assegnati 1.000 euro all’anno, che saranno vincolati alle attività dell’animatore nell’ambito della formazione interna del personale, del coinvolgimento della comunità scolastica e nella creazione di soluzioni innovative.

29. ACCORDI TERRITORIALI 

30. STAKEHOLDERS’ CLUB PER LA SCUOLA DIGITALE 

Associata a una idea di life-long learning, cioè di un apprendimento permanente, che avviene nell’arco di tutta la vita, c’è anche l’idea che la scuola debba estendersi al di fuori delle aule ed aprirsi ad attori esterni. Lo Stakeholders’ Club ideato dentro il PNSD comprende, quindi, tutte le collaborazioni del Miur con l’esterno, dall’impresa alla società civile. Un esempio di queste collaborazioni è la piattaforma “Protocolli in rete”, un canale dove si possono  stipulare accordi operativi tra aziende e il mondo dell’istruzione (ve ne avevamo parlato qui).

31. UNA GALLERIA PER LA RACCOLTA DI PRATICHE

Il PNSD avrà un sito dove si potranno trovare tutti i dati relativi all’attuazione del Piano stesso, corredato da una galleria di esempi.

32. DARE ALLE RETI INNOVATIVE UN ASCOLTO PERMANENTE

Le reti innovative saranno censite e mappate, per formare la “Rete per l’innovazione nella scuola”, che verrà formalizzata attraverso una chiamata pubblica aperta a tutte quelle organizzazioni che fanno dell’innovazione e della scuola digitale la loro ragion d’essere.

33. OSSERVATORIO PER LA SCUOLA DIGITALE

Il nuovo Osservatorio per la Scuola Digitale raccoglierà l’eredità del vecchio Osservatorio Tecnologico, e servirà per misurare il grado di innovazione digitale nella scuola. I dati che raccoglierà serviranno a capire come si muoveranno le scuole e come verrà attuato il Piano.

34. UN COMITATO SCIENTIFICO CHE ALLINEI IL PIANO ALLE PRATICHE INTERNAZIONALI

Il Piano avrà un comitato scientifico che servirà come “organo di garanzia” sulla sua attuazione. Verrà nominato entro la fine del 2015 e sarà convocato almeno 2 volte all’anno, con lo scopo di: monitorare l’andamento dei Piano, proporre modifiche, e allineare l’azione del Miur alle pratiche internazionali nella sfera educativa.

35. IL MONITORAGGIO DELL’INTERO PIANO

Risorse: Le risorse per il monitoraggio del primo triennio non sono ancora state precisate e saranno individuate a partire dall’anno 2016.

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